La comunicazione efficace !

VISIVO, AUDITIVO,
k = CINESTESICO



QUALE SARA’ IL TUO?
Definito V.A.K. !


Nei rapporti dai fiducia alle parole e alla comunicazione, cerca di essere comprensivo. Non è importante la forma, ma il contenuto, l'idea che si vuole esprimere, il risultato che si vuole ottenere.

"La comunicazione è il risultato che si vuole ottenere".
Ricordati che le persone non sono il proprio comportamento: devi sempre andare oltre, essere flessibile e dinamico, capire il punto di vista degli altri,
interpretarne i comportamenti ed intuirne le esigenze.

Non esistono cattivi ascoltatori:

solo cattivi comunicatori.


Se ognuno parla il suo linguaggio, infatti, sarà impossibile capirsi.
E' quello che succede tra due persone che parlano due lingue diverse!
Afferrato questo gancio essenziale,
ossia..se uno è visivo, uditivo o cinestesico..
saremo capaci di usare le parole
che gli fanno comprendere al meglio quello che vogliamo dire
… e pian piano ci si capirà perfettamente!


ABBIAMO TRE TIPI O GRUPPI DI CATATTRERE


CHE AFFIORANO DI PIU IN NOI

..IN QUANTO I SENSI SONO

COMUNQUE CINQUE!

la vista,l'udito,il tatto,

l'olfatto e il gusto!
TU IN COSA TI RICONOSCI ?


Visivo, auditivo e cinestesico ?

detto = v a k

DESCRIZIONE …


I visivi e sono quelle persone che parlano molto velocemente perche vogliono spiegare a tutti quello che hanno in mente e vogliono per forza arrivare alla soluzione
e a quello che hanno in testa.
Sono molto veloci in tutto..
perchè vedono,poi sentomo e immediamente sentono le emozioni = cinestesico !

NB - ecco xkè se non si sa chi siamo è difficile andare d'accordo..e cmq sia è un percorso di crescita comune..se no ci si divive al primo intoppo !
vale x tutti e tre i caratteri ! il dialogo è fondamentale e il chiedere : cosa vuol dire x te ... una certa : domanda o risposta!


Gli auditivi hanno una voce molto ritmata, si ascoltano la voce e la loro voce gli piace tantissimo perche giocano molto con le tonalità di voce e usano termini del tipo - mmmmm non mi suona !
Devono sentirsi dire le cose troppe volte e poi si dimenticano cmq !

I cinestesici sono persone molto riservate,
reagiscono molto al tatto,
quindi il contatto x loro è fondamentale...
persone che si sentono le persone dentro,
hanno un senso spiccato delle emozioni,
hanno il tono della voce molto bassa e determinata,
sono spesso introverse...



voi in cosa vi rispecchiate?


Le parole giuste


Parlando, parlando...
quali sono le parole giuste per ogni occasione?

Una delle prime regole della comunicazione,

le parole per tutti gli interlocutori,
semplicemente : SONO DIVERSE !

infatti sono :

<scegli le parole che piacciono al destinatario del tuo
messaggio>.



ESEMPI …


Quando parliamo con qualcuno,
la prima cosa da fare è
spedire il messaggio nella porta giusta.

I cinque sensi sono le nostre finestre sul mondo,
le nostre porte percettive spalancate sulla realtà esterna.


La
Programmazione Neuro-linguistica ha elaborato
un modello che identifica tre tipi "umani",
ovvero tre principali gruppi di persone che interpretano la realtà secondo un canale sensoriale
:

il Visivo = V, l’Auditivo = A, ed il k = il Cinestesico !

Quest'ultimo fa riferimento
alla preferenza per il tatto, il gusto e l'olfatto.
Ogni canale sensoriale ha le sue parole preferite.
Se stiamo parlando con un
Visivo, ad esempio,
quali saranno i punti cardinali di riferimento del suo mondo di percezioni? Le luci e i colori!
Una persona che fa dei suoi occhi la guida per conoscere e sperimentare gli oggetti del mondo,
come costruisce il suo linguaggio, i suoi messaggi?
Con parole chiare a precise, che sanno di luci,
prospettive e poligoni definiti.
Facciamo qualche esempio

dei termini che i Visivi amano sopra ogni cosa?


Eccoli qui:


vedere, guardare, definire, luce, colori, prospettiva, osservare, sguardo, delineare, tracciare, dipingere, disegnare...

Chi utilizza la VISTA come canale privilegiato,
quindi, si aspetta di sentir parlare con questo linguaggio, perchè è quello che conosce meglio
ed è quello che rappresenta nel modo migliore le forme dei suoi pensieri
.

Un ragionamento analogo
vale a proposito delle persone
Auditive, ovvero quelle che descrivono le proprie esperienze soprattutto con termini come sentire, ascoltare, armonia, musica, parole, scrittura, lingua, traduzione, conversazione, audio, sintonizzarsi, cantare, leggere...


I Cinestesici, molto numerosi nella popolazione umana (circa il 40-45%), sembrano meno facili da individuare a prima vista,
ci sono tanti segnali che portano dritti dritti alla loro "tribù".
Il loro universo semantico è fatto di parole come:
sensazione concreta, sentire il sentimento emozionale, toccare,annusare,
costruire, tastare, abbracciare, approfondire...
pratica, percepire, solido, sperimentare,
il tutto è caratterizzato dalla possibilità che una persona tragga sensazioni dagli altri due canali, come il visivo e l’auditivo.
In pratica è come se provasse
sensazioni da ciò che vede e da ciò che sente.



Alcuni link.. qui sotto..
dove poter approfondire leggendo online ...
un clik su ogni link e avrai il collegamento diretto !


http://memoriaeletturaveloce.piuchepuoi.it/10/visivo-uditivo-cinestesico-quale-sara-il-tuo

un clik qui sotto i ci sei ...
http://www.nonsoloanima.tv/cuoghi/index.php?m=01&y=09&d=23&entry=entry090123-084030

un clik qui sotto i ci sei ...


http://www.migliorare-te-stesso.com/



un clik qui sotto i ci sei ...


http://www.benessere.com/psicologia/coppia/decalogo_coppia.htm



un clik qui sotto i ci sei ...



un libro da leggere online ...


un clik qui sotto i ci sei ...

public/file/Corso%20di%20comunicazione%20efficace.pdf


Un viaggio per il navigatore curioso, per il ricercatore di stimoli, per chi vuole capire e capirsi dentro !
Benessere, ammalarsi, soffrire, conoscere il corpo, invecchiare, emozioni, la malattia, guarire, curarsi, mente e corpo, istinto, ragione, mangiare per vivere, sognare... Cosa è la medicina psicosomatica? Cosa vuol dire stima di sé? Cosa è il dolore? E ancora, quale medicina? Medicina ufficiale o alternativa? Sono meglio la cure alternative tipo la PNL ,Naturopatia .. o i farmaci ?
Per fortuna non siamo tutti uguali
Tanti problemi e tanta confusione!
Per vivere meglio avremmo bisogno di informazioni pratiche o di riuscire a capire i comportamenti, nostri e degli altri.
Ecco qualcosa che ci potrebbe essere di aiuto per trovare le risposte, per sapere, per capire e vivere meglio in generale !
E ' la realtà, che ci piaccia o no.

Capirsi

Vivere è certamente qualcosa di molto complesso e vivere bene non è sicuramente facile, ma vivere meglio di quanto stiamo facendo è sicuramente possibile.
In questa parte teorico-filosofica del sito ogni pensiero prende sempre spunto dalla realtà della vita vissuta e dai problemi che possiamo incontrare.
Idee, principi, spunti, meditazioni, pensieri per vivere la vita al meglio. Alcuni più sviluppati, altri solo introdotti, tanti ancora da inserire, tutti verranno approfonditi in queste pagine.
Insieme fanno parte di una filosofia di vita che, partendo dalla realtà, ci aiuta a vivere in modo più completo ed in armonia con chi e con quanto esiste.
Ognuno può prendere ciò che preferisce: il sito è fruibile a molti livelli.
Nel più completo rispetto delle idee di ciascuno (comprese le nostre) partiamo dall'idea che ognuno è libero di credere in ciò che vuole e che comprendere non vuol dire condividere.
Non siamo tutti uguali, né fisicamente né psicologicamente. I gusti sono diversi, le esperienze e la storia di ciascuno sono uniche, le convinzioni, i principi, le scale di valori pure. L'importante è che si incastrino bene, che vadano d'accordo.
E anche i gusti, spesso, sono diversi da quello che pensiamo. Magari siamo convinti che per piacere sia necessario essere fatti in certo modo ed invece, poi, scopriamo che alla persona che ci interessa piace qualcosa di diverso. Chi l'avrebbe mai immaginato! E questo vale sia per il fisico che per il carattere o i comportamenti.
Ecco perché conviene essere sé stessi, adeguandosi senza snaturarsi, e non cercare di cambiare gli altri per cercare di farli essere come piace a noi. In ambedue i casi si peggiora solo il rapporto.
Ci sono comportamenti comuni a molti, ma non a tutti. Dipendono da infiniti fattori e cambiano all'interno di gruppi più ristretti. Ci sono, per esempio, regole che valgono per chi crede in una determinata religione, o per chi appartiene ad un certo gruppo sociale, ad una città, ad una compagnia frequentata o che ci sono state insegnate nella nostra famiglia. E spesso si tende ad immaginare che tutti abbiano, ovviamente (perché poi?) le stesse nostre regole. Ma non è così. Più spesso incontriamo persone che seguono regole diverse dalle nostre o che hanno un carattere diverso dal nostro. Queste non sono necessariamente né meglio né peggio di noi, sono semplicemente diverse.
Invece di pensare che siano facilmente sbagliati (o giusti) gli altri, pensiamo che siamo solo diversi, ognuno con i suoi pregi e i suoi difetti, e che, rispettandoci reciprocamente possiamo magari stare insieme meglio che tra simili.
Non siamo tutti uguali e questo ci permette sempre di trovare qualcuno con cui stare bene.
Il grande insegnamento del Kama Sutra non è nel conoscere le tante posizioni dell'amore, mal nel saperne fare uso. E' nel capire che non ci si può mettere insieme come capita ma è meglio farlo nel rispetto di come siamo fatti, fisicamente e psicologicamente. E' nell'imparare oltre al "cosa" fare, anche il "come", il "quando" e il "se" farlo.
Conoscersi meglio:
cosa piace a lei
cosa piace a lui
Come facciamo a capire cosa piace e cosa no?

La cosa migliore è aiutarsi reciprocamente a conoscersi guidando le mani ed il corpo dell'altro, o dell'altra, così come preferiamo, con un po' di pazienza, senza insofferenza, dando modo e tempo di capire cosa è richiesto, fatto come, e se c'è la voglia di farlo.
Aiutarsi a scoprirsi crea complicità, confidenza e intimità che aiutano ad essere più noi stessi e ad evitare dubbi e paure.
Lasciamo parlare il nostro corpo, la nostra spontaneità e vediamo cosa succede. Attenzione, non dobbiamo né agire senza curarci delle altrui reazioni, perché rapiti dalle sensazioni e dalle emozioni, né, tanto meno, testare le reazioni dell'altra, o dell'altro, sottoponendolo ad una serie di prove e verifiche con l'occhio attento del valutatore. Lasciamoci vivere!
E poi si può anche parlarne, magari mentre ci si coccola, o dopo, ma senza eccessiva insistenza, con dolcezza, disponibilità, senza giudicare e far sentire giudicati e rispettando la disponibilità e la voglia di parlarne dell'altro o dell'altra.
Il corpo e la comunicazione non verbale
Noi siamo costituiti di psiche e di soma, cioè di mente e di corpo, per cui tutti i problemi inerenti al corpo vengono mediati dalla mente, e il continuo dialogo tra la realtà interna e quella esterna avviene attraverso il corpo e la comunicazione del corpo, o comunicazione non verbale(C.N.V), che è stata oggetto di numerose ricerche.
E' il comportamento non verbale che fornisce informazioni più precise quando non è utilizzata la parola e, d'altra parte, sono prevalentemente non verbali le modalità attraverso le quali si realizza l'espressione di un'emozione.
Il contatto corporeo è la forma più antica di comunicazione sociale. Negli esseri umani una vasta parte del cervello ha la funzione di ricevere messaggi dalla superficie del corpo. Il contatto corporeo stimola diversi tipi di recettori sensibili al tatto, alla pressione, al caldo ,al freddo o al dolore. Per mezzo del tatto si possono comunicare i principali tipi di atteggiamenti interpersonali. L'atto di toccare è completamente diverso dall'essere toccati.Il tatto attivo è una specie di esame esplorativo, quello passivo è la ricezione di segnali da parte di un agente esterno. Toccare un'altra persona diventa una specie di rapporto attivo doppio, nel senso che ognuno è sensibile all'altro. Il toccare crea una maggiore intimità e provoca un aumento dell'eccitazione emotiva, ma l'esatto significato di un particolare modo di toccare dipende dalla cultura e viene appreso. La qualità e il tipo di contatti corporei che si verificano dipende, in gran parte, dall'età, dal sesso e dalle relazioni sociali delle persone
.
Voglia di conoscersi, comunicare
Fare l'amore è anche un modo attraverso cui conoscersi meglio, certo presuppone la voglia di conoscersi. E la voglia di farsi conoscere. Il che non vuol dire che ci deve essere l'amore, vuole semplicemente dire che quella persona attira la nostra attenzione e ci fa venire voglia di capire com'è fatta. Ecco la voglia di avvicinarsi, toccarsi, guardarsi, sentire l'odore dell'altro, conoscersi, e forse, fare all'amore. E' uno svolgersi di situazioni che che hanno alla base la curiosità, la voglia di relazionarsi, di interagire, di rapportarsi con qualcuno, e che si vive spesso con emozione.
Tutta un'altra cosa è vedere uno/a, decidere che si vuole che ci faccia sesso e cercare di ottenerlo. Il piacere che ne potremo avere sarà molto minore, ed anche il senso di soddisfazione dopo.
Per potersi conoscere comunichiamo, sia con le parole che senza. Comunicano con la nostra espressione, le nostre pose, le nostre reazioni, i nostri gesti, quello che facciamo e come lo facciamo. Questo sempre e con chiunque, che lo vogliamo o no. Anche quando facciamo l'amore e quando facciamo sesso. Se siamo noi stessi, senza camuffarci con maschere spesso ridicole, ci facciamo conoscere ed allo stesso modo conosciamo chi ci è vicino. Ed è molto piacevole conoscersi in questo modo, è bellissimo.
Comunichiamo con ogni gesto. Certo fare una carezza ad una persona pensando al proprio cane o alla partita darà molto poco, probabilmente sarà anche fastidioso per l'altro/a. Chi non crede provi a ricevere questo trattamento. Se poi avviene durante il sesso diventa deprimente, ma di questo parleremo in un altro capitolo.
Fare all'amore è comunicare: è un po' più impegnativo ma con molti aspetti positivi. Comunicando è più facile che avvenga ciò che desideriamo, sia come situazioni che come comportamenti, e che ci venga fatto ciò che vogliamo e come lo vogliamo. Comunicando è più facile soddisfare chi è con noi aumentandone la disponibilità, la gratitudine ed il desiderio nei nostri confronti. Tutto questo ci vaccina contro paure ed insicurezze o, almeno, ci aiuta molto.
Il contatto corporeo
La motivazione sessuale è sempre molto importante per quello che riguarda il contatto corporeo dove i vari tipi di contatto sono estremamente eccitanti e gratificanti , producono un attaccamento molto forte nei confronti del partner e sono simili in tutte le culture avendo una base biologica.
Il linguaggio è un mezzo molto efficace per comunicare informazioni che riguardano oggetti fisici o eventi pubblici nel mondo esterno, esso è valido per descrivere ed influenzare il comportamento, ma ci sono altre sfere in cui il linguaggio è meno efficace, sia perché non ci sono le parole adatte, sia perché il linguaggio ha una capacità d'urto piuttosto piccola nell'esprimere emozioni ed atteggiamenti interpersonali.
Al giorno d'oggi i contatti corporei si fanno sempre più rari perché i messaggi viaggiano su strade molto neutre. Siamo abituati a vivere le emozioni a distanza, senza un grande coinvolgimento perché sono mediate da strumenti che filtrano e distanziano sempre più i rapporti interpersonali e che diventano sempre più specialistici allontanando così la comunicazione (telefono, cellulare, sms, computer, internet, ecc.) .
Spesso non riusciamo a sentire nella maniera giusta le emozioni perché non capiamo più i messaggi del corpo che, a questo punto, può esprimersi attraverso un canale patologico che è appunto la malattia psicosomatica che ci segnala che il nostro corpo non è più in sintonia con la nostra mente, con le nostre emozioni.
Sono proprio le patologie sessuali, il sintomo psicosomatico per eccellenza, che ci avvertono attraverso il corpo della nostra sofferenza psicologica.
Dobbiamo abituarci, o riabituarci, a percepire quali emozioni e desideri ci suscitano i contatti corporei che, forse, da bambini abbiamo avuto troppo poco e che abbiamo perso nel corso della vita. Nel suo libro " Il corpo ", il filosofo e psicoterapeuta Umberto Galimberti scrive : "da sempre il corpo è superficie di scrittura, superficie atta a ricevere…il corpo è un corpo memoria" .
Spesso nell'approccio sessuale ci dimentichiamo del corpo per concentrarci solo sugli organi genitali. Questo, qualche volta, è dovuto all'ansia che ci porta a pensare di dover fare tutto in fretta per eliminare il problema della prestazione e il risultato è un rapporto non riuscito o non completamente soddisfacente per tutti e due i partner.
La terapia sessuologica lavora proprio nella direzione di una riacquisizione delle sensazioni corporee trascurate o dimenticate dalla coppia per abituarle ad un piacere completo.
Il piacere
Il piacere è una parte fondamentale della nostra vita. Che sia presente o assente, poco o tanto, desiderato o negato, in qualsiasi modo sia vissuto, c'è ed è importante, è una parte di noi con cui dobbiamo comunque fare i conti ed influenza la nostra vita molto più di quanto spesso ne abbiamo coscienza, che ci piaccia o meno. Molte volte il piacere rappresenta un problema: per come lo viviamo, o come vorremmo viverlo, o quanto vorremmo viverne, per il peso che ha o non ha per noi, per quanto ci condiziona e così via.
Il piacere è assolutamente personale: ognuno ha i suoi modi di intenderlo e, in linea di principio, non è discutibile, almeno fino a quando non nuoce agli altri. Capire che rapporto abbiamo con il piacere è sicuramente qualcosa che ci aiuta a vivere meglio permettendoci di superare o imparare a gestire qualche problema in più.

FARE SESSO O FARE L'AMORE ?
Sono due cose molto diverse. "Chi si accontenta gode... così e così" dice una canzone di Ligabue e si adatta perfettamente al nostro caso.
Facendo sesso si è più da soli mentre facendo all'amore si è più insieme.
Nel primo caso si è facilmente più rivolti al proprio piacere, ci si preoccupa di ricevere, di sentire, di provare piacere, spesso nell'immediato, qui e ora, anche senza preoccuparsi tanto di chi ci è a fianco che è spesso importante solo per soddisfarci.
Si è più soli, non si comunica.
Fare all'amore è, invece, vivere il piacere insieme, è un dialogo, non sono due monologhi.
Per fare sesso non c'è assolutamente bisogno di intimità: si può fare comunque, se ne ottiene un po' di piacere ed è finita lì. Ho detto un po' di piacere perché è veramente poco in confronto a quello che se ne ha facendo all'amore.
L'intimità è parte integrante del fare all'amore, è avvicinarsi più fiduciosi, consapevoli di condividere qualcosa, di vivere insieme quello che si fa, non con spirito critico, non pronti a giudicare se chi ci è vicino è capace, o vuole, darci tutto il piacere che ci spetta e che vogliamo. E' stare insieme perché se ne ha voglia, perché si sta bene insieme, con la voglia di fare star bene l'altro come stiamo bene noi. E' ancora condividere. E se l'altro, o l'altra, non fa quanto ci aspettiamo saremo noi ad aiutarlo, a far capire, a pilotare, ma senza astio e senza sentirsi defraudati, perché se l'approccio è lo stesso da parte di tutti e due non ci sarà stato egoismo consapevole.
Sapendo poi che le cose stanno così saremo molto più rilassati e meno assaliti dall'ansia di prestazione, "rendendo" molto di più e gustandoci con molta più intensità quello che succede.
Il piacere nasce nelle emozioni, e attraverso la stimolazione di qualche terminazione nervosa ci fa vivere momenti fantastici. Se togliamo le emozioni e lasciamo solo la stimolazione nervosa togliamo l'80% del piacere. Chi identifica il piacere con la stimolazione meccanica, pure esperta, non ha, purtroppo per lui (o per lei), mai provato ciò di cui stiamo parlando, non sa nemmeno di cosa stiamo parlando. Il piacere del fare all'amore è qualcosa che tutti posiamo vivere, è molto più facile di quanto si pensi, è una questione di approccio, di come e perché stiamo per fare ciò che stiamo per fare.

Cosa si può fare ?

Tutto e niente.
Cioè: tutto ciò che tutti e due vogliono vivere insieme in quel momento.
Niente che sia imposto, contro voglia, contrario a quanto l'altra o l'altro vuole ed ha deciso di vivere in quel momento.
La chiave è ancora nel rispetto reciproco, totale, assoluto. E torniamo a quanto sia più forte, intenso e totale il piacere vissuto in questo modo.
E se si vogliono cose diverse o in tempi o modi diversi?
In parte è normale, dipende da quanta è la parte su cui si va d'accordo. In ogni caso non ci si deve violentare: ciò che non ci piace, che ci da fastidio o più ancora, non dobbiamo proprio farlo!
Possiamo venirci incontro su ciò che ci è neutro o poco più, su ciò che magari non avevamo immaginato ma la cui idea potrebbe...
Ma se sono troppe le cose su cui non ci troviamo, forse è meglio lasciar perdere.
Il Kama Sutra ci può aiutare su questo problema. In pratica ci dice che dobbiamo fare all'amore con chi si incastra con noi, cioè con chi ha forme, dimensioni, ritmi, sensibilità, desideri che si incastrano con i nostri ed è non solo inutile, ma deludente e dannoso ostinarsi a farlo con chi non è così.
Ed ha ragione il Kama Sutra, perché in questo modo possiamo essere tutti molto più spontanei, generosi e possiamo provare quella splendida sensazione di sentirci appagati sentendo che anche l'altra persona lo è. E' stupendo!


LA COMUNICAZIONE NON VERBALE


un clik qui sotto e ci sei ...


http://www.istitutopsicologiaanalogica.it/public/La_Comunicazione_Non_Verbale_CIDCNV.pdf

COMUNICAZIONE SIMBOLICA

Gestualità simbolica Asta, Cerchio o Triangolo espressa dal soggetto. Decodificare il simbolismo espressivo significa
capire le caratteristiche comportamentali del nostro interlocutore per comunicare efficacemente raggiungendo il cuore
della sua emotività.

un clik qui sotto e ci sei ...

http://www.istitutopsicologiaanalogica.it/public/La_Comunicazione_Simbolica.pdf